Il re è morto. Evviva il re. Il sito Internet resta sovrano della comunicazione ma a nuove condizioni. Quali? Come aumentare la competitività del tessuto industriale italiano?

Tuonano i risultati della ricerca: secondo il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano (studio "PMI: innovare per sopravvivere", 2008) il 42% delle PMI italiane con meno di 50 addetti risulta "immaturo". Come a dire che il sito rabberciato, di tre pagine è in fin di Vita.
o ancora il recente rapporto Confindustria che dichiara: "Un azienda su tre non è in rete" (fonte Repubblica).

Di là dall'utilizzo di sofisticate applicazioni ICT, le PMI italiane devono massimizzare i benefici dalla propria presenza su Internet attraverso un proprio sito, degno di questo nome. L'ADSL è in Italia largamente diffuso a costi irrisori per ogni utente. Nulla più di Internet può espandere il cono di vendita: oggi un negozio virtuale può raggiungere qualsiasi persona fisica, operare in qualsiasi mercato, a costi contenuti. Se le nostre piccole e medie aziende sono definite "miopi" è perché non vedono un'opportunità straordinaria.

Purtroppo per molti nostri operatori, produrre i contenuti per il proprio sito è considerato la tassa da pagare per "essere moderni", qualcosa a cui si rinuncerebbe volentieri.  In alcuni casi il vecchio sito non si promuove per timore di sberleffi. E si soccombe. Bisogna fare qualcosa.

La società è cambiata. E' cambiato ciò che abbiamo in tasca (più chiavette che chiavi), è cambiato il modo di misurare lo spazio (Giga), è cambiato il modo di socializzare e comprare (a distanza).

Bisogna realizzare un sito intelligente, dinamico, che non paia un bigliettone da visita. Rendere unico il nostro messaggio offrendo all'utente un'esperienza. Ognuno di noi compra griffe, emozioni e colori. Il sito internet deve muoversi, danzare, disegnare una comunicazione istantanea, deve cioè colpire subito l'utente nell'esperienza visiva con una simbologia potente, e suggerire un percorso rapido (quanti click per la info chiave o l'acquisto?). Deve poter conoscere l'utente (lettura attenta e non commercializzazione dei dati personali), orientarsi all'utente, spiegare i vantaggi del proprio prodotto  sapendo anche raccomandare all'utente altre scelte compatibili (ciò che riusciamo a segnalare come affidabile ci rende affidabili).

La chiave è quindi un orientamento al consumatore finale realizzando un sito che piaccia agli utenti prima di tutto (perché non un concorso che lo faccia realizzare agli utenti stessi?). Lo scarso utilizzo attuale è sintomo di scarsa conoscenza dell'opportunità. Quali le caratteristiche virtuose di un sito Internet che consenta alle PMI di incrementare il proprio giro di affari? Che cambi (come uno scaffale del supermercato) che sia cioè modulare e consenta di modificare gli spazi e inserire via via nuovi contenuti (catalogo, gallerie, eventi) favorendo una scalabilità del proprio business; che sia ben posizionato attraverso la generazione di pagine Web ottimizzate per l'indicizzazione di parole chiave sui motori di ricerca; che interagisca effettivamente con l'utente e/o stimoli la sua creatività. In che modo?

Advergaming (realizzazione di un gioco on-line che promuova un prodotto); Surfing-in-the-shop (consentire ai propri clienti di navigare all'interno del negozio perché si crei una esperienza); Couponing (possibilità di scaricare dal sito dei codici sconto, trigger di un'offerta off-line); Consumer2Business (creazione di forum all'interno del proprio sito che diano consigli su come migliorare il proprio prodotto, creando contest per una nuova idea vincente); Concorsi a premi online (i visitatori del sito partecipano ad una lotteria con premio finale). Le potenzialità delle PMI possono essere realizzate o perdute. Mentre crescono in Italia e nel mondo le sessioni Web al mese di ogni utente. Al primo posto c'è ancora l'applicazione Searching: l'utente cerca, fatevi trovare.

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Roberto Ranucci Brandimarte

E' MBA con Distinction alla Temple University di Filadelfia. Già Strategy Senior Consultant in Accenture dove ha disegnato e implementato sinergie per fusioni e acquisizioni di grandi Gruppi Bancari Internazionali. Guida oggi lo sviluppo commerciale di Memopal gestendo il Global Networking e l'acquisizione di nuovi Clienti Corporate. E' co-fondatore e Investor di Memopal.

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